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In ogni piatto un pezzo della città di Chioggia

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I Pescatori

I primi dati certi sulla consistenza della classe peschereccia presente a Chioggia sono riportati a fine Ottocento da Domenico Razza nella rivista “Neptunia” e si riferiscono ai natanti ed ai pescatori addetti alla pesca di alto mare nell’anno 1784:

  • 152 tartane  grandi           ad  8  marinai        1216
  • 12   tartane  mezzane         “  6  marinai            72
  • 18  pieleghi piccoli            “  8  marinai          144
  • 10  pieleghi piccoli            “  4  marinai            40
  • 30  sardelliere                    “  6  marinai          180
  • 140 bragozzi                      “  3  marinai          420

TOT.    362      barche comprendenti marinai          2072

Da una successiva indagine statistica risalente alla seconda metà dell’Ottocento, effettuata da Monterumici[1], scopriamo che a Chioggia il numero delle persone addette alla sola pesca di mare supera le tremila unità: nel 1873 infatti il totale complessivo dei pescatori di mare era di 3269 persone, suddivise in 912 direttori e 2357 pescatori semplici. Tale consistente cifra crescerà costantemente negli anni fino allo scoppio del primo conflitto mondiale. Per capire la proporzione rispetto al dato nazionale l’analisi di dati successivi forniti da Bellemo[2] fa certamente riflettere: nel 1906 il totale dei pescatori italiani di I categoria era di 5858, di cui ben 2864 appartenevano alla marineria chioggiotta. Tale proporzione rimane sostanzialmente invariata anche negli anni successivi: ancora Bellemo[3] rileva che nel 1914 i pescatori di prima categoria di Chioggia erano 3600 su di un totale nazionale di 6600 individui[4].

I dati riportati non indicano completamente l’entità della forza lavoro impiegata nella pesca a Chioggia all’inizio del secolo scorso, circa un quarto della popolazione è direttamente impegnata nella pesca, ma dai dati sfuggono le persone impiegate nel commercio marittimo e nelle industrie connesse: i cantieri navali, le fabbriche di reti, le tintorie e gli stabilimenti addetti alla lavorazione del prodotto ittico. E’ dunque possibile affermare che la Chioggia dei primi del Novecento fosse la capitale della pesca in Italia e che gran parte della sua popolazione fosse addetta a questa attività ed a quelle connesse.


[1] Cfr. DOMENICO MONTERUMICI, Il distretto di Chioggia, Treviso, Tipografia Luigi Zoppelli, 1874.

[2] Cfr. EUGENIO BELLEMO, I nostri pescatori dentro e fuori d’Italia, Padova, Stabilimento Prosperini, 1906.

[3] Cfr. EUGENIO BELLEMO, La nuova legge sul riordinamento della Cassa invalidi della Marina mercantile e del fondo invalidi per la veneta Marina mercantile e i suoi limiti di applicazione. Relazione a s.e. il ministro della Marina, Chioggia, Premiato stabilimento tipografico G. Vianelli, 1914.

[4] Il dato forte che emerge è che circa il 55% dei pescatori italiani appartenevano alla marineria di Chioggia.

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