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In ogni piatto un pezzo della città di Chioggia

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La pesca di laguna (piccola pesca)

Analogamente a quanto riportato in precedenza anche i dati relativi alla schematizzazione della pesca effettuata nelle acque della laguna, essenzialmente veneta, da parte della marineria chioggiotta è frutto dell’analisi effettuata da Levi-Morenos sulla base dei dati raccolti da don Bellemo per la Scuola veneta di pesca per le campagne degli anni 1913 e 1914.
La pesca lagunare era, al pari della pesca di mare, un’attività sostanzialmente estrattiva e si distingueva dalla pesca di valle per il fatto che non vi si esercitava la piscicoltura. In generale le acque interessate da questo tipo di attività erano quelle delle lagune di Venezia ed in minor parte di Caleri, comunque acque in diretta comunicazione con il mare. Cambiavano perciò le imbarcazioni necessarie, ovviamente più piccole e leggere, adatte ai fondali più bassi e le tecniche usate dai pescatori, con un largo uso di reti fisse e più semplici da manovrare.

[learn_more caption=”PESCA LAGUNARE”]

  • Periodi di pesca: quasi per tutto l’anno.
  • Zone di pesca: da Porto Levante (lagune di Pozzatini e Caleri) a nord di Venezia, in tutto il perimetro delle lagune di Venezia e Chioggia.
  • Forza operante: galleggianti 573.
  • Strumenti di pesca: bragana (rete strascicante), granzero (strascico), nasse, cogoletti, tratturetti (reti ferme), serberai, schileri, lenze, fiocina con e senza lume, ostregheri (rete dragante).
  • Mercati di vendita: Venezia, Chioggia, Goro, Gorin, Magnavacca.
  • Specie più importanti predate: passarini, gò, paganelli, marsioni, anguelle, pataracchie, pelosi, sievali, orade, branzini, mecchie, boseghe, anguille, schille, ostriche, gamberi, triole, seppioline.

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